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Rilflessioni su "La liberalizzazione delle professioni"

Nell'ambito del dibattito politico europeo si afferma sempre con maggiore frequenza la esigenza di "liberalizzare" le libere professioni.


 

La parola "liberalizzare" trova la sua radice nella parola "liberale", la quale costituisce un derivato del latino liber, con il significato primario di "relativo ad un uomo libero" e poi "degno di un uomo libero".


Il verbo "liberalizzare", come inteso in ambiente governativo, è, invero, influenzato pure dal derivato di carattere politico-economico del nomen liber, cioè dalla parola liberismo, la quale è una dottrina che afferma i limiti del potere dello Stato ed il primato della coscienza morale dell'individuo.


Nella storia della civiltà umana si è giunti alla ragionata e comprovata convinzione che la libertà e l'uguaglianza dei cives si raggiunge non con la completa abdicazione dello Stato a porre le regole di ordinata vita sociale, ma facendo sì che lo Stato ponga le essenziali linee guida che impediscano al più potente di sopraffare il più debole, in un circolo vizioso che porterebbe all'assolutismo e, quindi, alla negazione dello stesso liberismo.

Si tratta di porre in essere un nucleo di regole essenziali alla uguaglianza fra pari, il quale è assolutamente compatibile con il principio liberistico volto a limitare l'intervento dello Stato in ogni aspetto della vita.


Quanto detto è necessaria premessa per dare adeguata concretezza e valore al verbo liberalizzare nell'ambito delle professioni ed in quello specifico della professione forense.




L'atto di liberalizzare può essere riferito sia all'ordinamento delle professioni, sia al servizio reso dai singoli professionisti.


Quanto alla liberalizzazione dell'ordinamento professionale forense, le linee guida da seguire sono legate alla necessità di assicurare le seguenti garanzie:
- preparazione e competenza costante nelle specifiche regulae artis;
- comportamento corretto e leale;
- autonomia dai poteri che possano inficiare la funzione svolta, la tutela dei diritti e    degli interessi pubblici;
- autonomia dalle pretese (illegali od immorali) del cliente.
Per quanto concerne il primo gruppo di garanzie (preparazione, competenza, regole di condotta), si debbono prevedere momenti di verifica iniziale e di successiva manutenzione della speciale competenza.
Inoltre, debbono essere punite e represse con sanzioni tipiche le violazioni delle norme di condotta.
Nel prevedere l'applicazione di queste sanzioni si devono fare proprie le garanzie del giusto processo e del giudice terzo anche nell'ambito della domestica giurisdizione, quale conquista dell'attuale grado di sviluppo sociale.
In merito alla autonomia, l'osservazione principale da compiere è che il professionista deve garantire l'interesse pubblico che sovrintende la sua funzione di garante del pieno rispetto delle relative regulae artis, senza subire l'influenza di fattori che possano deviarlo dalla sua missione.

L'ingegnere deve progettare un ponte che garantisca stabilità e durata. Il medico deve prescrivere il farmaco che porti alla guarigione. L'architetto e l'urbanista debbono ideare lo sviluppo ordinato delle città per la migliore qualità della vita. L'avvocato deve fornire la migliore e più efficace tutela dei diritti violati, solitamente in danno dei più deboli.


Male sarebbe se: il medico prescrivesse il farmaco solo perché prodotto dalla società ai cui successi commerciali egli è interessato; l'architetto e l'urbanista progettassero lo sviluppo della città, in considerazione del profitto della società immobiliare che garantisce loro la retribuzione; l'avvocato non rappresentasse tutti i mezzi di tutela al cliente, giacché uno di essi contrasta gli interessi di altro suo cliente, economicamente più importante e che determina la propria prosperità economica.
 Con riguardo alla posizione specifica dell'avvocato si deve evidenziare che egli è destinato a prestare la sua opera in situazione di conflitto fra parti contrapposte, le quali debbono essere poste in situazioni di uguaglianza davanti alla legge.

 

L'autonomia dell'avvocato dai poteri forti e dalle pretese illegittime si mostrano quindi come cardini principali ed irrinunciabili della sua funzione
A nessuna delle garanzie sopra elencate deve essere riconosciuta supremazia in danno delle altre, ma tutte debbono trovare armonico accoglimento. E ciò vale particolarmente per la garanzia di autonomia ed indipendenza.

Liberalizzazione del servizio reso dai professionisti
Se intesa in senso assoluto, la liberalizzazione dei servizi professionali porterebbe alla eliminazione di tutto ciò che possa, direttamente od indirettamente, essere di ostacolo alla libera concorrenza di mercato.

Se si dovesse seguire il rigore del predetto principio, l'interesse pubblico acché una certa funzione sia svolta con le garanzie di capacità, legalità, indipendenza, autonomia, non potrebbe essere assicurato da alcuna norma ma sarebbe affidato alle capacità di autoregolazione del mercato. 


Ma, realisticamente, così non può essere.

Nell'ambito delle regole che regolano l'attività dei servizi professionali è necessario individuare e perfezionare quelle che assicurino il rispetto dell'interesse pubblico sopra descritto.
Le linee guida da seguire sono le seguenti:
- limitazione delle difficoltà di accesso alla professione;
- libertà di organizzazione economica della attività professionale;
- tutela del lavoro del professionista, al pari di ogni altro lavoratore.


Consegue che il momento di verifica iniziale della preparazione professionale deve essere limitato a tale finalità e non può essere utilizzato per interporre capziosamente la limitazione dei posti, attraverso un'artificiosa quanto ingiustificata difficoltà nel superare la verifica stessa (che si chiami esame di stato od altro).

Il medesimo principio deve valere per la manutenzione della preparazione.


La libertà di organizzazione economica dell'attività professionale è sicuramente l'aspetto maggiormente importante per dare attuazione ai principi liberistici oggetto del dibattito politico.


Ogni mezzo di organizzazione economica dell'attività professionale può e deve essere consentito.


Gli unici temperamenti da introdurre debbono essere quelli volti ad assicurare le altre garanzie necessarie, affinché il professionista possa svolgere correttamente la propria funzione: quindi, in sostanza, autonomia ed indipendenza.


Sia benvenuto l'esercizio in forma societaria delle attività professionali anche diverse fra loro, purché non incompatibili.

Siano benvenute le società cooperative e quelle di capitali.


Siano però rispettate le garanzie di autonomia ed indipendenza.

Le società debbono essere capitalizzate dai professionisti in modo assolutamente prevalente e in forme tali da garantire l'indipendenza dei soci professionisti dagli altri soci di puro capitale; professionisti debbono essere gli amministratori.

Sia garantito ai garantito ai professionisti di non essere obbligati alle ragioni del

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